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Restauro e Consolidamento della Dimora Storica di Piazza della Maddalena, 6. Comune di Roma

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LA STORIA

Piazza della Maddalena fu creata alla fine del '600 e fa parte di quel rinnovamento e riordinamento urbanistico esteso a tutta la città, successivo al disordine costruttivo del Medioevo e del primo Rinascimento. Una particolare importanza acquistano perciò le piazze, anche se costituite, per ora, da superfici libere assai limitate. Mentre in precedenza esse erano sorte negli spazi liberi di risulta, ovvero quelli ancora esistenti dopo la distruzione dei monumenti romani, è particolarmente dopo il periodo  delle sistemazioni urbanistiche, realizzate sotto il pontificato di Sisto V (1585-1590), che si sviluppa ed afferma il principio della creazione di piazze ex-novo, come luogo di incontro e di cerimonia. Era infatti l'epoca del primo grande sviluppo edilizio della Roma papale. Una delle piazze oggetto di questo principio è la piazza della Maddalena, così chiamata dalla Chiesa omonima, che già esisteva nel 1403. L'attuale facciata rococò, di Giuseppe Sarti, è del 1735. La casa fronteggiante la chiesa, oggetto del restauro eseguito nel 1996 dall'impresa Antonio De Feo di Roma, fu costruita, nella seconda metà del '400 e rifatta nella forma attuale tra la fine del '600 e gli inizi de '700, con linee architettoniche assai semplici. In corrispondenza dell'angolo smussato, con cui l'edificio risvolta su via della Maddalena, si leggono le scritte "proprietà libera del Conte Giacomo Barbo" e "libera proprietà Franchi de Notarvanni". Questa casa, la cui forma ad angolo retto è stata condizionata dalla creazione della piazza, apparteneva alla vedova di Poncello degli Orsini, famoso personaggio romano.La ricostruzione stessa, che interessa l'ultimo tratto di via della Maddalena, due lati della piazza e l'inizio di via del Pozzo delle Cornacchie, data la regolarità degli interni, lascia pensare che il fabbricato sia stato in gran parte elevato ex-novo fin dalle fondazioni. La regolarità della pianta, con gli allineamenti ortogonali nord-sud ed est-ovest dimostra inoltre che possono essere stati utilizzati come fondazioni alcuni ruderi del periodo imperiale, poichè l'area dell'isolato era in parte occupata, in epoca romana, dalle Terme Neroniane o Alessandrine.La casa di Poncello degli Orsini risvoltava a via Pozzo delle Cornacchie, infatti ancora oggi si possono notare chiari elementi architettonici della seconda metà del '400, risalenti alla primitiva fabbrica. Sempre in via Pozzo delle Cornacchie la costruzione rispetta ed incorpora due unità abitative a schiera facenti parte della fila di costruzioni dello stesso genere che si estendeva lungo tutta la via stessa. A ricordare, infine, gli edifici originari, sono rimasti altri elementi architettonici: due porte quattro-cinquecentesche a sesto, a bugne regolari con in chiave uno stemma a "testa di cavallo" ed un balconcino retto da mensole, a doppia voluta, testimonianza anch'esso del perdurare nel tempo di forme risalenti all'edilizia cinquecentesca.

LA DIAGNOSI

Le analisi preliminari sui materiali e la struttura hanno messo in evidenza il generale stato di abbandono e fatiscenza del manufatto, dovuto essenzialmente ad infiltrazione di acque metereologiche, attacco di agenti batteriogeni con relativa alterazione dei materiali componenti la struttura, sia a livello fisico che funzionale, in particolare:

la muratura presentava le malte di allettamento deteriorate;
le superfici intonacate erano distaccate o in fase di distacco ed era inoltre evidente la sovrapposizione di intonaci piuttosto recenti;
la copertura presentava una struttura lignea molto compromessa ed il telaio era pericolante in più punti.

L'INTERVENTO

Consolidamento strutturale delle murature
Consolidamento dei solai in legno
Consolidamento delle volte delle scale
Rifacimento totale degli intonaci con "tecniche antiche"
Ripristíno funzionale delle coperture
Pulitura con metodi "non distruttivi" delle parti in pietra
Tinteggiatura e decorazione dei prospetti