De Feo Restauri
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“… l’arte del restauro non è cosa che indovinar si possa, ma esige, oltre le naturali disposizioni, un corredo di cognizioni fondamentali che fa d’uopo procacciarsi prima di esercitarla, la mancanza delle quali è sempre stata la cagione di tanti guai .”

Secco-Suardo

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Santa Maria della Colonna Napoli - Grande progetto UNESCO

Il complesso monumentale di S. Maria della Colonna a Napoli in via Tribunali - antico decumano - noto come il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, il più antico di Napoli, riapre dopo un esemplare restauro a cura della nota, e ormai famosa, De Feo Restauri nell’ambito del Grande Progetto Unesco per il Centro storico di Napoli. La chiesa, il chiostro, i terrazzi ed alcuni locali sono stati recuperati, restaurati e riadattati per un utilizzo pubblico, analiticamente illustrati dal direttore tecnico Ing. Arch. Luca De Feo.

Ad illustrare i restauri durante la conferenza stampa dell’ 11.09.2018, il soprintendente di Napoli, arch. Luciano Garella, il quale ha definito l'intervento "un restauro esemplare", con la presenza ed il contributo del sindaco, Luigi De Magistris, l’assessore, Carmine Piscopo e sua eminenza il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe.

Un gioiello chiuso dal terremoto del 1980 che riapre per essere destinato a mostre, eventi ed iniziative sociali. La chiesa, con la sua raffinata facciata barocca, è parte di un complesso fatto costruire dal cardinale Mario Carafa nel 1566, dove originariamente era collocata una piccola edicola dedicata a Santa Maria del Pilar, che comprendeva anche un orfanatrofio per istruire i giovani “alle lettere ed alla musica”. . Il Cardinale Francesco Pignatelli nel 1715 fece restaurare il complesso, che nel frattempo era diventato uno dei principali conservatori di Napoli, dove hanno insegnato musicisti del calibro di Alessandro Scarlatti, Nicola Fago, Gaetano Greco, Francesco Durante, Giuseppe Prota, Nicola Porpora. Gaetano Greco e Francesco Durante furono i precettori di Giovan Battista Pergolesi. Nel 1743 il conservatorio fu chiuso ed il cardinale Spinelli lo destinò a Seminario Diocesano, funzione che ha svolto sino al 1860 quando divenne collegio municipale. Dopodichè il declino e la chiusura della chiesa per il terremoto.